Bill Shankly
2 settembre 1913 - 29 settembre 1981

…You’ll never walk alone…

Tanti auguri campione.
Andriy Shevchenko, 29 settembre 1976.

[ci sarebbe anche il compleanno dell’uomo che lo ha portato al Milan questo giocatore, ma noi parliamo di calcio e tanto ci basta]

Parlando di Hellas Verona e di gol da distantissimo con portieri fuori dai pali, come non ricordare il gol di un certo Diego Armando Maradona al povero Giuliani?

UN FAMOSO CALCIATORE.
(Liam Gallagher l’ha riconosciuto però. Onore al merito)

UN FAMOSO CALCIATORE.

(Liam Gallagher l’ha riconosciuto però. Onore al merito)

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Prima partita in casa in Premier League per il Crystal Palace dopo 8 anni di purgatorio, e i tifosi - giustamente - festeggiano.

(Per chiunque se lo stesse chiedendo la canzone ufficiale del Palace è Glad All Over dei Dave Clark Five)

Provincialismo e libertà

Il calcio italiano riparte così.

La UEFA ha aperto una procedura per frasi razziste contro il neopresidente della Federcalcio Carlo Tavecchio. Dopo neanche dieci giorni dalle elezioni federali il calcio italiano è già sotto indagine. Assai difficile l’inibizione per Tavecchio, ma questa sarebbe una decisione clamorosa: un presidente sospeso dalle sue funzioni dopo neanche un mese. Pur non destando più scandalo per ragioni che affondano le loro radici nel malcostume italico, l’inchiesta UEFA rappresenta un ulteriore spunto di riflessione su una vicenda su cui si è discusso assai nei giorni scorsi: la credibilità di un sistema non più credibile nei personaggi che affollano il mondo pallonaro. L’opportunismo che ha totalmente sostituito il senso dell’opportunità, in dichiarazioni solenni come quelle rilasciate durante una campagna elettorale, ha portato il calcio italiano a scegliersi un presidente impopolare e screditato non solo dai media ma anche da Malagò, che ha provato fino all’ultimo a convincere i candidati a farsi da parte. Ma solo per ragioni di equidistanza istituzionale da parte del CONI, rappresentante ufficioso del premier Renzi.

L’elezione di Tavecchio costituisce dunque un segno di discontinuità negativa. Frutto di un momento di stress per il fratello in coma (citazione di Lotito) o scivolone di stampo populistico-razzista, il nuovo presidente della FIGC appariva sin da subito unfit, come direbbero gli inglesi. Ed è nota la passione tutta italiana per i candidati unfit a governare. La scelta di Conte come CT, razionalmente populistica anch’essa, è il primo atto di quell’uomo del fare (altra citazione di Lotito) che dovrà far uscire l’Italia dal pantano della mediocrità calcistica. Vivai e capitali importanti dall’estero sembrano le soluzioni più opportune per tornare a brillare. Le rivoluzioni vengono da lontano, partendo da idee manageriali innovative e su cui si sente la necessità di puntare. Ma altre dichiarazioni di neodirigenti FIGC non fanno ben sperare in tal senso.

E’ il caso del calcio pane e salame di Macalli, neo vicepresidente FIGC e presidente di una Lega Pro che colleziona fallimenti a catena, costringendo a una maxiriforma epocale il campionato di terza categoria. Dell’intervista rilasciata a Teleradiostereo due punti sono particolarmente interessanti. “Meglio trattare con un italiano, specie se parla in dialetto” non è un commento razzista ma decisamente retrogrado. L’ultras della Restaurazione tricolore preferisce investitori che abbiano un curriculum chiaramente italiano e  capitali di cui sia chiara la provenienza. E allude a una forma di discriminazione finanziaria da parte delle banche nei confronti di investitori italiani, a cui verrebbero preferiti gli stranieri, che diventerebbero di fatto dei prestanome di istituti di credito. In un calcio autogestito e autofinanziato un elemento fa la differenza: il management. La mentalità imprenditoriale italiana, a livello calcistico, appare almeno 10 anni indietro rispetto alle grandi realtà internazionali come Inghilterra e Germania. Rivalutare il brand, esplorare mercati vergini, costruire stadi di proprietà: il calcio pane e salame, fatto di antichi sapori e di gestioni familiari con un padre-padrone, meglio ancora se colorito e pittoresco, non regge più il confronto con il grande calcio europeo. E i risultati in Champions League lo dimostrano.

L’altra dichiarazione interessante riguarda la presunta insostenibilità finanziaria della ricerca del successo ad ogni costo. “La Roma aveva una situazione disastrosa quando gli americani l’hanno comprata. Perché c’era un presidente italiano che si era rovinato per arrivare a risultati perché si doveva vincere a Roma anche la coppa del nonno”. Escludendo la mediocre ambizione di sopravvivenza come obiettivo di un club, appare chiaro come vittorie e gestioni italiane di club non facenti parte delle Tre Storiche siano concetti profondamente antitetici. La Roma e la Lazio ne sono testimoni. E la mancanza di competizione nella Serie A si riflette poi in risultati decisamente scadenti in ambito europeo. Non appare un caso che fra la metà degli Anni 90 e la metà degli Anni 2000 si siano concentrati grandi trionfi italiani in Europa, con un’importante appendice a Berlino nel 2006. Chiusa la fase delle Sette Sorelle la Serie A si è decisamente involuta, vantando qualche successo sporadico per imprese dalle caratteristiche peculiari.

Si riparte dunque da un calcio italiano che mostra istinti di autoconservazione ai limiti della refrattarietà verso il nuovo, in nome di un sano provincialismo di bassa lega volto a non scompaginare e semmai a consacrare gli equilibri al ribasso raggiunti in quest’ultima decade. La moralizzazione fatta di monte-ingaggi da non estendere e di delicati assetti da conservare si è fatta verbo. Novus Ordo Lotitorum.   

GOMBLODDO

Mercoledì scorso si è giocata - in Scozia - la partita di ritorno dei preliminari di Champions tra Celtic Glasgow e Legia Varsavia. All’andata in Polonia i padroni di casa si erano imposti per 4 a 1, nel ritorno sempre i polacchi avevano vinto 2 a 0 e avevano ipotecato il passaggio del turno. Forse. 
Sì perché all’87esimo della gara di ritorno il Legia ha tolto Zyro ed inserito  Bereszynski che era stato squalificato quando ancora indossava la maglia del Lech Poznan (prima del trasferimento a Varsavia) e che quindi non poteva essere schierato. La UEFA se ne è accorta e ha decretato la vittoria a tavolino del Celtic per 3 a 0. Quindi, grazie a quel gol in trasferta, il Celtic avanza nei preliminari di Champions, per il Legia c’è l’Europa League.

(Fonte: phrn)

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E si ostinano a chiamarlo soccer: il 2 agosto l’amichevole tra Manchester United e Real Madrid, disputata allo Ann Arbor Stadium in Michigan, ha demolito il precedente record di pubblico ad una partita di calcio negli Stati Uniti (record stabilito durante le Olimpiadi del 1984). 109.318 persone hanno assistito al match, cosa che nemmeno durante i mondiali di Usa ‘94. Per dovere di cronaca ha vinto il Manchester United di Van Gaal (doppietta di Ashley Young e gol del Chicharito Hernandez; rigore di Bale per gli spagnoli) e lunedì affronterà in finale della Guinness International Champions Cup il Liverpool.

(via Il Post)

Momento nostalgia in attesa dell’inizio della Premier

(qui l’articolo completo)