Con l’aggravante della premeditazione: Roy Keane vs Alfie-Inge Håland

Ci sono due scene di film adattissime a descrivere la storia che vi voglio raccontare oggi. La prima è tratta da Amici Miei, film del 1975 diretto da Mario Monicelli. Il Perozzi, interpretato da Philippe Noiret, descrive così una zingarata nata all’improvviso: “Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”. L’altra è una scena di Borotalco, diretto da Carlo Verdone nel 1982. Sergio, uno dei personaggi interpretati dallo stesso Verdone, va nel negozio di Augusto - il padre della sua ragazza - che gli racconta una storia durante la quale ripete la celebre frase “Arzate, arzate! A cornuto arzate!”.
La prima frase si adatta benissimo al celebre calcio di Eric Cantona al tifoso del Crystal Palace. Un gesto estemporaneo che ha tutti i canoni della “fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione” del Perozzi di Amici Miei e su cui si è parlato già abbastanza.

L’altro fatto è forse meno conosciuto del calcio rotante del giocatore francese, benché abbia con questo diversi punti in comune: entrambi riguardano dei calciatori del Manchester United, entrambi stranieri focosi, entrambi nello stesso periodo di glorie del club di Manchester: fatti che in ambedue le occasioni hanno reso i loro protagonisti delle icone dei Red Devils.

Sto parlando della controversia tra Alfie Håland e Roy Keane, leggenda irlandese dello United, per il quale giocò dal 1993 al 2005. I fatti sono questi: nel 1997 il Manchester incontra il Leeds, in cui milita Alfie Håland. Roy Keane, in un tentativo di contrastare il norvegese, si rompe il crociato anteriore e mentre è a terra dolorante riceve gli insulti dell’avversario, che lo invita con veemenza ad alzarsi e smetterla di fingere. La questione finisce qui. Apparentemente. Tre anni dopo Håland gioca nel Manchester City, Keane ancora allo United: durante un derby molto acceso Keane interviene con il cosiddetto piede a martello direttamente sul ginocchio del Norvegese. Rosso diretto. 5000 sterline di multa. Tre giornate di squalifica. Ma non è ancora finita. Poco prima dei mondiali del 2002 Keane ha un pesante alterco con il selezionatore della nazionale irlandese che di lì a poco avrebbe preso parte al campionato del mondo. A causa di questo alterco, che ha grossa risonanza sui media, Keane salta il mondiale. L’eco di quesa polemica è ancora vasta quando esce la prima biografia di Roy Keane in cui, in maniera molto esplicita, dichiara di aver cercato apposta il ginocchio di Håland, in una sorta di vendetta consumatasi dopo ben tre anni di distanza. Scoppia di nuovo un caso: 150.000 sterline di multa, e altre cinque giornate di stop. Il tutto per un “arzate cornuto arzate” gridato in un pomeriggio di settembre del 1997 (l’autore del presente articolo propende per la premeditazione). Perché scriviamo questo post? Perché recentemente è uscita la seconda autobiografia di Roy Keane con Roddy Doyle, intitolata The Second Half. Il primo capitolo, che abbiamo tradotto per voi in esclusiva, parla proprio di quel fattaccio. Lo potete leggere qui sotto.

Roy Keane - The Second Half Capitolo Uno

[RICEVIAMO&PUBBLICHIAMO]: Spezzatino by A.A.

[Un nostro affezionato lettore, che per comodità chiameremo Alex, ci ha mandato un pezzo e noi lo pubblichiamo volentieri anche perché è significativo di quello che il calcio significa al giorno d’oggi. Per rendere ancora meglio l’idea sottesa al pezzo, abbiamo aspettato che riprendesse il campionato dopo la pausa delle nazionali per pubblicarlo]

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“A me una spuma bionda e a lui una birra media.”
“Dai oh! Fate piano e te alza il volume che sono le 15. Iniziano!”
“Ma stasera pizza della domenica?”. “No, veniamo al bar, gioca il Milan e solo qui hanno Tele +”

Tutto da qui ha avuto inizio e, forse, tutto da qui ha iniziato a finire.
Il bar, gli amici, il biliardino aspettando qualche linea lampeggiante sulla 202 del Televideo, “Tutto il calcio minuto per minuto” per quelli di fuori, Galeazzi e 90° Minuto coi gol della tua squadra sempre per ultimi.
Ogni domenica la stessa metodica ritualità, sempre quella, con buona pace delle fidanzate sedute in un angolo a sbuffare.
Si partiva con la schedina giocata la mattina presto, la formazione del Fantacalcio da consegnare al presidente entro mezzogiorno, 90 minuti senza respirare e poi via con la raffica di prese per il culo per i vinti di giornata.
Tutto concentrato in poche ore, con le orecchie puntate ai quei rettangoli verdi che eran privilegio di pochi. Tra questi l’amico che invidiavi a morte poiché suo babbo aveva rimediato i biglietti ed oggi era là, a vederla dal vivo.
Sembrano anni luce e invece saranno passati, tra sì e no, 20 anni.
Se c’è una cosa che in Italia non sappiamo fare fare è quella di prendere le idee degli altri per farle nostre. Ai tedeschi non avremmo dovuto copiare sta fissa per i baffi da film porno, ai francesi avremmo dovuto lasciare le manie di grandezza e la puzza sotto il naso, mentre quello che era il caso di lasciare agli inglesi è il loro campionato di calcio a “spezzatino”. 10 partite spalmate in 4 giorni, 3 quando va bene, per uno strascicante spettacolo fatto di piccoli fastidi logora passione sul lungo periodo.
Mentre la Fiorentina gioca, il tuo amico ha tutto il tempo di stare lì a commentarla sul gruppo “w la figa” su Whatsapp. Tiro. Commento. Parata. Commento. Fuorigioco. Commento. Gol subito. Risata + commento.
Dopo 2 ore tocca al suo Milan, vorresti rendergli pan per focaccia, ma ti rendi conto che hai passato già i 90 minuti precedenti a digitare e a finire le cose da dire, gli insulti da usare. Abdichi. E’ sabato, avresti anche voglia di uscire: “Usciamo?”- “Oddio no! Domani l’Inter gioca a ora di pranzo e se faccio tardi col cavolo che riesco ad alzarmi per le 12:30. Dai ci vediamo al bar per le 15 che vediamo il Cesena.”
Domenica al bar ci sono solo Andrea e Giuseppe. Mirko guarda il Napoli a casa su Sky, Luca il Palermo lo vede da suo zio che ha fatto Premium e sto’ cazzo di barista è della Juve quindi niente Cesena.
Finite.
I gol. Voglio vedere tutti i gol. Vine e il tasto verde hanno pensionato Galeazzi da un pezzo, non sono le anche le 17:15 e abbiamo già visto tutto. Cosa cazzo faccio fino a ora di cena?

Stasera c’è il derby di Roma, ma è da ieri alle 18 che digito su Whatsapp. Lì lascio stare a Massimo e Samuel, che se lo litighino da soli. Metto il pigiama riguardando la formazione del mio avversario. Domattina prima di entrare in ufficio prendo la Gazza e mi faccio i conti che non posso aspettare martedì. Ah no, aspetta! Domani sera gioca il Parma a Sassuolo.

Alla faccia del “Monday Night”.

A.A

Calcio ovunque (Alpi)

Calcio ovunque
(Alpi)

Ugo Russo.

"La Cabina" di TuttoIlCalcioBlog

Io faccio un lavoro per cui il calcio che conta lo seguo principalmente alla radio. Che in un certo senso è un modo nostalgico, oggi si direbbe hipster (come il ritorno del vinile o delle musicassette), di approcciarsi al mondo del pallone. È comunque un modo affascinante anche perché io, dai campi dilettanti che seguo per un giornale locale, mi diletto a fare il radiocronista (con risultati comici, deludenti e banalmente normali) per una radio della mia provincia.
Dicevamo, i commentatori della Rai hanno una voce inconfondibile, ma proprio per il fatto di essere radiocronisti difficilmente li vedi in faccia.
A questo proposito, cercando un po’ in internet ho trovato il blog degli appassionati di Tutto il calcio minuto per minuto (http://tuttoilcalcioblog.blogspot.it/) e la loro rubrica “La Cabina”, ovvero riprendere i radiocronisti Rai mentre fanno una telecronaca, avendo finalmente la possibilità di associare un volto ad una voce.
Visione altamente raccomandata: http://tuttoilcalcioblog.blogspot.it/search/label/La%20cabina
(pensieri sparsi: top commentatore secondo il mio modesto parere è Francesco Repice; miglior voce: Riccardo Cucchi; sopresa dei commentatori: Emanuele Dotto, che pensavo più giovane e Giovanni Scaramuzzino che pensavo più vecchio)

Dalla notevole pagina Facebook “Delinquenti prestati al mondo del pallone" (che è anche un sito internet: delinquentidelpallone.it) una foto di un pericoloso hooligans del Leeds nel settore ospiti, durante la partita Brentford-Leeds: Massimo Cellino, presidende degli Whites.
Mai titolo di una pagina Facebook fu più azzeccato di questo.

Bill Shankly
2 settembre 1913 - 29 settembre 1981

…You’ll never walk alone…

Tanti auguri campione.
Andriy Shevchenko, 29 settembre 1976.

[ci sarebbe anche il compleanno dell’uomo che lo ha portato al Milan questo giocatore, ma noi parliamo di calcio e tanto ci basta]

Parlando di Hellas Verona e di gol da distantissimo con portieri fuori dai pali, come non ricordare il gol di un certo Diego Armando Maradona al povero Giuliani?

UN FAMOSO CALCIATORE.
(Liam Gallagher l’ha riconosciuto però. Onore al merito)

UN FAMOSO CALCIATORE.

(Liam Gallagher l’ha riconosciuto però. Onore al merito)

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