Lei è bionda, ha le trecce, è ucraina ed è in politica: parliamo di Julia . Primo ministro ucraino dal 2007 al 2010 (dopo una breve parentesi nel 2005 da gennaio a settembre) è tornata alla ribalta per una sua condanna a sette anni di carcere per abuso d’ufficio. Non sarebbe la prima volta che un politico, anche di spessore, varca la soglia del carcere se non fosse per due piccoli dettagli: che il prossimo giugno in Ucraina e Polonia si giocheranno gli Europei di calcio e che il 27 aprile scorso quattro attentati hanno sconvolto il delicato equilibrio interno dell’Ucraina, non avvezza al terrorismo.
Prima i fatti: siamo a Dnipropetrovsk, città dell’est dell’Ucraina. Alle ore 11.50 del 27 aprile una esplosione ha investito una fermata dell’autobus, causando cinque feriti; circa trenta minuti dopo un’altra esplosione in un cinema ha ferito 6 persone; altre due esplosioni, senza morti fortunatamente, hanno avuto luogo presso un parco e all’Opera.
Che siano attentati terroristici è stato chiaro fin da subito, che fossero opera dei sostenitori della Timošenko è da verificare, benché siano avvenuti nella città natale dell’ex premier. Qualcuno addirittura arriva a sostenere che siano stati predisposti in gran segreto dal governo per far ricadere la colpa sulla ex premier ed i suoi sostenitori.
In un paese che tra sei settimane si appresta a ospitare gli europei tutto questo è preoccupante, mentre anche il Ministro della Difesa inglese annuncia che per le Olimpiadi potrebbero essere posizionati missili terra-aria sui tetti delle abitazioni civili.