Se una delle due vince, l’Italia passa come seconda ed è finita (benissimo) così. Molto più complicato il quadro in caso di pareggio tra spagnoli e croati, con l’arrivo di tre squadre a 5 punti, con lo stesso numero di punti negli scontri diretti (3) e una differenza reti di 0. Come spiegato poco sopra, sarebbero decisivi i gol segnati negli scontri diretti. L’Italia si fermerà a 2, sia Spagna che Croazia sono a 1 prima del loro scontro diretto. E lo 0-0 ci sarebbe evidentemente favorevole: l’Italia sarebbe prima, la Spagna, che vanta una migliore differenza reti globale rispetto alla Croazia, seconda. L’1-1 sarebbe un vero rompicapo: l’Italia passa insieme alla Spagna se batte l’Irlanda con almeno tre reti di scarto e con due reti segnandone almeno quattro, ma anche vincendo per 3-1 (lo stesso punteggio ottenuto dalla squadra di Bilic contro la squadra di Trapattoni) in virtù del 4° posto nel ranking Uefa rispetto al 7° della Croazia. Ogni pareggio con almeno 4 gol complessivi ci condannerebbe, perché saremmo la squadra con meno gol segnati negli scontri diretti a parità di punti e differenza reti nelle partite in questione. La nazionale di Del Bosque sarebbe prima, quella di Bilic seconda.
(via Azzurri, torna l’incubo “biscotto”, Spagna-Croazia, col 2-2 usciamo - La Gazzetta dello Sport)
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