Ospitiamo uno scritto del nostro amico @TokyoBlues39 apparso in origine sul suo blog. A noi è piaciuto subito, e ve lo riproponiamo. E vi invitiamo a seguirlo anche su twitter.
La Germania e l’Italia sono due paesi vicini ma lontani.
Il tedesco è quello studente che siede in primo banco, eccelle nelle materie scientifiche, sta attento, ascolta, studia tantissimo, a casa mangia e poi fa i compiti, oppure prima fa i compiti e dopo mangia, o addirittura mangia e fa i compiti assieme e non macchia mai il quaderno.
L’italiano i compiti non li fa, a scuola è ovviamente in ultimo banco, non si siede in maniera composta, chiacchiera, ha il chewing-gum, se ha fame apre i crackers anche prima della ricreazione, non sta attento, non sta per niente attento, studia poco, studia per il 6- ma poi prende di più, perchè è brillante. Sulle cose ci arriva prima del tedesco, le cose le inventa, è un’artista.
La Germania è quella ragazza che si veste bene, sta attenta a quello che mangia, si cura, si pettina, si lava però ha le ossa grandi, è tonica ma le curve non sono come dovrebbero essere, abbondano, insomma, dove non dovrebbero.
L’Italia è una teenager che mangia un etto di carbonara, una bistecca al sangue, ci beve dietro due bicchieri di vino e chiude con un gelato. Ma ha il metabolismo col turbo e non ha un filo di grasso superfluo. La ragazza italiana può anche non pettinarsi e non truccarsi, al 95% è bellissima lo stesso. E se non è bellissima lo stesso, ed è nel 5% sfigato vuole dire che, ahilei, ha un genitore o un nonno crucco.
Noi con gli occhiali da sole siamo belli non ridicoli.
Abbiamo fatto la 500 noi, quella del 1957, un’auto che faceva sognare. Loro hanno le Golf, che al massimo ti chiedi dove l’hai messa (sempre noi italiani), sai che difficilmente si romperà, quasi di sicuro ti porterà a destinazione ma, cazzo, il bello è il viaggio non l’arrivo. E fare un viaggio in 500 che figata eh? Altro che VolksWagen Lupo!
Ah, la moda tedesca.
Noi abbiamo avuto l’Inter di Herrera (in bianco e nero ma l’abbiamo avuta), il Milan di Sacchi-Capello-Ancelotti, la Juve di nessuno ma almeno avevano il doping. Loro cosa? Il Borussia Dortmund con più culo che sentimento e le maglie giallo fosforescente? L’Eintracht-paceallanimasua-Francoforte?
A noi il nome Gerd Müller non fa nè caldo nè freddo; provate, invece, a nominare Pippo Inzaghi in piazza a Monaco, la gente si barrica nella case e chiude tutte le imposte.
Ma che cazzo ce ne frega a noi del debito pubblico?
L’asse si chiamava Roma-Berlino non Berlino-Roma, alla faccia dell’alfabeto.
A proposito di Berlino. Da loro va e guardi il muro, anzi i resti del muro, cioè un’opera costruita per dividere due parti di una città. Quindi oltre ad avere un significato meh, è pure stato abbattuto e restano solo le rovine. Vieni da noi e i le cose fighe da vedere escono dalle fottute pareti.
Le hanno le spiagge loro? No, vengono a Jesolo con l’infradito e il calzino e fanno passare l’Adriatico per l’oceano Pacifico. Perchè non hanno un cazzo di gusto, loro e i loro camper, loro e i loro sacchi di patate che, dico io, non puoi stare una settimana senza mangiare patate? no, loro devono portarsi le patate, tante patate, nei sacchi rossi di plastica da supermercato così sono felici.
Abbiamo inventato la pizza perchè noi? Per chi?
La vostra specialità cos’è? Il kebab degli altri? Il tacchino con l’ananas? (tratto da una storia vera)
Noi ci abbronziamo, loro diventano rossi.
Per vincere qualcosa il vostro caro Schumacher ha avuto bisogno di Briatore. Sì, Briatore, uno degli italiani che se volete ve lo regaliamo. Me lo vedo a Norimberga lo Zweilionaire. Tenetevelo, lui e Schumacher!
Noi siamo l’estro, la fantasia, il genio, i Robertobbaggio e Giannirrivera, voi e la vostra presuntuosa regolarità, che almeno-in-semifinale, perchè noi magari usciamo con la Nuova Zelanda o con una Corea a caso ma quando è ora di tirar fuori i coglioni veniamo a Dortmund a farvi piangere, e lo facciamo con uno che era scarso anche in B col Palermo.
Era meglio l’urlo di Schillaci che quel rigore di merda di Brehme, perchè anche quando vincete vincete sempre da “ma sì però”.
Capiamoci, siete quelli di Pepperoni Luca Toni, siete quelli di Jerome Boateng non di Kevin-Prince, siete quelli che ci hanno mandato quella cagna della Hunziker che non me ne frega un cazzo se è svizzera, è roba vostra! Siete quelli che “aveva ragione Pannofino”.
NS: io realtà scherzo, io voglio tanto bene agli amici di Cermania, però giovedì vedete di non cacare il cazzo che voi in finale ci siete andati anche 4 anni fa. (trollface)