Questa sera pure Batman sarà impegnato davanti alla tv.

Questa sera pure Batman sarà impegnato davanti alla tv.

Cite Arrow reblogged from devilsplaypen
Cinque anni fa, anzi sei.

Ieri sera La 7 ha fatto vedere le Italia - Germania più importanti della storia del calcio: quella del 4 a 3, storica semifinale del mondiale del 1970; la finale di Spagna ‘82 e dell’urlo di Tardelli e l’ultima storica vittoria del 2006 con i gol di Grosso e Del Piero nei supplementari. Effetto nostalgia (anche perchè l’ultima era commentata dal nostro amato Bruno Pizzul) quanto mai gradito. Per rimanere in tema, ho ripreso il miglior post sul calcio mai scritto. Parla proprio di quella partita, di quest’ultima partita. Buona lettura. 

Era il 4 Luglio 2006. La Germania, lì a Dortmund, non aveva mai perso. L’Italia si presentava in buona forma, ma un avversario serio non lo aveva ancora incontrato. L’ultima volta era stata proprio contro i tedeschi in un’amichevole a Firenze: vittoria azzurra per 4 a 1, ma si sa che i tedeschi a Firenze fanno più che altro i turisti. A Dortmund no. Nell’epicentro del Westfalenstadion, con la Ruhr dispiegata tutt’attorno, i tedeschi ritornano tedeschi, germanici, metallurgici, e gli italiani diventano immigrati che sanno d’aglio e gelatina. Di certo non turisti: non ci sono mai stati, a Dortmund, i turisti (continua qui).

Aveva ragione Renè Ferretti (by @TokyoBlues39)

Ospitiamo uno scritto del nostro amico @TokyoBlues39 apparso in origine sul suo blog. A noi è piaciuto subito, e ve lo riproponiamo. E vi invitiamo a seguirlo anche su twitter.


La Germania e l’Italia sono due paesi vicini ma lontani.

Il tedesco è quello studente che siede in primo banco, eccelle nelle materie scientifiche, sta attento, ascolta, studia tantissimo, a casa mangia e poi fa i compiti, oppure prima fa i compiti e dopo mangia, o addirittura mangia e fa i compiti assieme e non macchia mai il quaderno.
L’italiano i compiti non li fa, a scuola è ovviamente in ultimo banco, non si siede in maniera composta, chiacchiera, ha il chewing-gum, se ha fame apre i crackers anche prima della ricreazione, non sta attento, non sta per niente attento, studia poco, studia per il 6- ma poi prende di più, perchè è brillante. Sulle cose ci arriva prima del tedesco, le cose le inventa, è un’artista.

La Germania è quella ragazza che si veste bene, sta attenta a quello che mangia, si cura, si pettina, si lava però ha le ossa grandi, è tonica ma le curve non sono come dovrebbero essere, abbondano, insomma, dove non dovrebbero.
L’Italia è una teenager che mangia un etto di carbonara, una bistecca al sangue, ci beve dietro due bicchieri di vino e chiude con un gelato. Ma ha il metabolismo col turbo e non ha un filo di grasso superfluo. La ragazza italiana può anche non pettinarsi e non truccarsi, al 95% è bellissima lo stesso. E se non è bellissima lo stesso, ed è nel 5% sfigato vuole dire che, ahilei, ha un genitore o un nonno crucco.

Noi con gli occhiali da sole siamo belli non ridicoli.

Abbiamo fatto la 500 noi, quella del 1957, un’auto che faceva sognare. Loro hanno le Golf, che al massimo ti chiedi dove l’hai messa (sempre noi italiani), sai che difficilmente si romperà, quasi di sicuro ti porterà a destinazione ma, cazzo, il bello è il viaggio non l’arrivo. E fare un viaggio in 500 che figata eh? Altro che VolksWagen Lupo!

Ah, la moda tedesca.

Noi abbiamo avuto l’Inter di Herrera (in bianco e nero ma l’abbiamo avuta), il Milan di Sacchi-Capello-Ancelotti, la Juve di nessuno ma almeno avevano il doping. Loro cosa? Il Borussia Dortmund con più culo che sentimento e le maglie giallo fosforescente? L’Eintracht-paceallanimasua-Francoforte?

A noi il nome Gerd Müller non fa nè caldo nè freddo; provate, invece, a nominare Pippo Inzaghi in piazza a Monaco, la gente si barrica nella case e chiude tutte le imposte.

Ma che cazzo ce ne frega a noi del debito pubblico?

L’asse si chiamava Roma-Berlino non Berlino-Roma, alla faccia dell’alfabeto.
A proposito di Berlino. Da loro va e guardi il muro, anzi i resti del muro, cioè un’opera costruita per dividere due parti di una città. Quindi oltre ad avere un significato meh, è pure stato abbattuto e restano solo le rovine. Vieni da noi e i le cose fighe da vedere escono dalle fottute pareti.

Le hanno le spiagge loro? No, vengono a Jesolo con l’infradito e il calzino e fanno passare l’Adriatico per l’oceano Pacifico. Perchè non hanno un cazzo di gusto, loro e i loro camper, loro e i loro sacchi di patate che, dico io, non puoi stare una settimana senza mangiare patate? no, loro devono portarsi le patate, tante patate, nei sacchi rossi di plastica da supermercato così sono felici.
Abbiamo inventato la pizza perchè noi? Per chi?
La vostra specialità cos’è? Il kebab degli altri? Il tacchino con l’ananas? (tratto da una storia vera)

Noi ci abbronziamo, loro diventano rossi.

Per vincere qualcosa il vostro caro Schumacher ha avuto bisogno di Briatore. Sì, Briatore, uno degli italiani che se volete ve lo regaliamo. Me lo vedo a Norimberga lo Zweilionaire. Tenetevelo, lui e Schumacher!

Noi siamo l’estro, la fantasia, il genio, i Robertobbaggio e Giannirrivera, voi e la vostra presuntuosa regolarità, che almeno-in-semifinale, perchè noi magari usciamo con la Nuova Zelanda o con una Corea a caso ma quando è ora di tirar fuori i coglioni veniamo a Dortmund a farvi piangere, e lo facciamo con uno che era scarso anche in B col Palermo.

Era meglio l’urlo di Schillaci che quel rigore di merda di Brehme, perchè anche quando vincete vincete sempre da “ma sì però”.

Capiamoci, siete quelli di Pepperoni Luca Toni, siete quelli di Jerome Boateng non di Kevin-Prince, siete quelli che ci hanno mandato quella cagna della Hunziker che non me ne frega un cazzo se è svizzera, è roba vostra! Siete quelli che “aveva ragione Pannofino”.

NS: io realtà scherzo, io voglio tanto bene agli amici di Cermania, però giovedì vedete di non cacare il cazzo che voi in finale ci siete andati anche 4 anni fa. (trollface)

Quella volta che Pirlo sbagliò il cucchiaio (via fcbarcelona)

Forse l’abbiamo trovata
Stappo una birra, bevo un sorso e mi prendo il fresco della sera affacciato alla finestra. Non sento più nemmeno il caldo. Sento invece clacson e caroselli per le strade. I tempi sono duri e si sfruttano tutte le poche occasioni per fare festa. Meglio non sprecarle. Va bene così. Godiamoci questa serata in cui tutto è andato bene fino in fondo. Godiamoci anche Balotelli, anche se ha sbagliato tanti gol ma ha segnato il primo rigore che ci ha aperto la strada. Godiamoci il capitano Buffon che nonostante tutto ci ha salvato all’inizio e alla fine. Godiamoci il talento e l’energia di Diamanti, di Nocerino, di De Rossi e di tutti gli altri. Godiamoci, soprattutto, di Pirlo: del suo cucchiaio, del suo piede destro. Un altro che non sorride mai, nemmeno quando fa una cosa così splendida. Uno così lo aspettavamo dai tempi di Baggio, forse anche da prima. Forse superiore a Totti e Del Piero. Sicuramente il miglior giocatore italiano del nuovo secolo.
Per una serata dimentichiamoci di tutto e godiamoci del resto. Intanto i caroselli continuano. Intanto questa birra sembra non finire mai e il vento continua a spostare il caldo da un’altra parte.
Che magnifica serata. 

Stappo una birra, bevo un sorso e mi prendo il fresco della sera affacciato alla finestra. Non sento più nemmeno il caldo. Sento invece clacson e caroselli per le strade. I tempi sono duri e si sfruttano tutte le poche occasioni per fare festa. Meglio non sprecarle. Va bene così. Godiamoci questa serata in cui tutto è andato bene fino in fondo. Godiamoci anche Balotelli, anche se ha sbagliato tanti gol ma ha segnato il primo rigore che ci ha aperto la strada. Godiamoci il capitano Buffon che nonostante tutto ci ha salvato all’inizio e alla fine. Godiamoci il talento e l’energia di Diamanti, di Nocerino, di De Rossi e di tutti gli altri. Godiamoci, soprattutto, di Pirlo: del suo cucchiaio, del suo piede destro. Un altro che non sorride mai, nemmeno quando fa una cosa così splendida. Uno così lo aspettavamo dai tempi di Baggio, forse anche da prima. Forse superiore a Totti e Del Piero. Sicuramente il miglior giocatore italiano del nuovo secolo.

Per una serata dimentichiamoci di tutto e godiamoci del resto. Intanto i caroselli continuano. Intanto questa birra sembra non finire mai e il vento continua a spostare il caldo da un’altra parte.

Che magnifica serata. 

Italia-Inghilterra è un classico, una sfida che ha fatto la storia del calcio. Fino agli anni settanta sono stati gli inglesi a farla da padroni. Nel 1934 i “leoni di Highbury” italiani erano stati davvero dei leoni, ma furono sconfitti . Poi ci fu il famoso gol di mano di Piola, nel 1939. Un anno dopo, Italia e Inghilterra erano in guerra.

Internazionale » Opinioni » Italia-Inghilterra, un classico con stereotipi

Tutto quello che c’è da dire sulla partita di stasera.

Cose che ci piacciono del calcio: inglesi ed svedesi che prima della partita pacificamente intonano Wonderwall degli Oasis, il cui autore è egli stesso a Kiev a vedere la partita

 

L’Italia passa se…

Se una delle due vince, l’Italia passa come seconda ed è finita (benissimo) così. Molto più complicato il quadro in caso di pareggio tra spagnoli e croati, con l’arrivo di tre squadre a 5 punti, con lo stesso numero di punti negli scontri diretti (3) e una differenza reti di 0. Come spiegato poco sopra, sarebbero decisivi i gol segnati negli scontri diretti. L’Italia si fermerà a 2, sia Spagna che Croazia sono a 1 prima del loro scontro diretto. E lo 0-0 ci sarebbe evidentemente favorevole: l’Italia sarebbe prima, la Spagna, che vanta una migliore differenza reti globale rispetto alla Croazia, seconda. L’1-1 sarebbe un vero rompicapo: l’Italia passa insieme alla Spagna se batte l’Irlanda con almeno tre reti di scarto e con due reti segnandone almeno quattro, ma anche vincendo per 3-1 (lo stesso punteggio ottenuto dalla squadra di Bilic contro la squadra di Trapattoni) in virtù del 4° posto nel ranking Uefa rispetto al 7° della Croazia. Ogni pareggio con almeno 4 gol complessivi ci condannerebbe, perché saremmo la squadra con meno gol segnati negli scontri diretti a parità di punti e differenza reti nelle partite in questione. La nazionale di Del Bosque sarebbe prima, quella di Bilic seconda.

(via Azzurri, torna l’incubo “biscotto”, Spagna-Croazia, col 2-2 usciamo - La Gazzetta dello Sport)